NUMERO VERDE: 800-144.786

INFO SOSTANZE STUPEFACENTI

POLICONSUMO

Il consumo combinato di droghe può potenziare gli effetti ma può anche avere conseguenze fisiche e psichiche.

Gli effetti che si manifestano dopo il policonsumo sono difficili da prevedere e non sono necessariamente il risultato della somma degli effetti delle singole droghe.

In entrambi i casi, si verifica un stato di sovraccarico per il corpo. I pericoli di sovradosaggio aumentano in caso di policonsumo.
Se decidi di fare uso di più di una droga, cerca di evitare le combinazioni più pericolose
(VEDI TABELLA “COMBINAZIONI PERICOLOSE”. CLICCA QUI PER CONSULTARE IL PDF).

 

SAFER USE

• Sii a conoscenza dapprima degli effetti delle singole droghe, senza considerarne gli effetti quando usate in combinazione con altre.

• Prima di assumere altre sostanze, aspetta che l'effetto della prima si sia esaurito. Ricorda che il tempo di reazione di alcune sostanze può essere lungo.

• Bevi molta acqua per ridurre il sovraffaticamento di fegato e reni (non bevande alcoliche!).

• L'alcol determina cambiamenti negli effetti delle sostanze psicoattive.

• Se fai ricorso a "upper" per provvedere al recupero fisico, contribuisci al peggioramento dell'hangover e all'aumento di rischio di effetti collaterali. L'uso di "downer" allunga i tempi di ripresa fisica e ha un alto potenziale di dipendenza.

• Se fai uso di medicamenti, informati sui rischi legati al consumo di altre sostanze psicoattive in combinazione con essi.

CANNABIS

Molte sono le forme in cui la Cannabis sativa (nelle varietà ricche di delta-9-tetraidrocannabinolo, cioè il THC, il principio attivo) o la Cannabis indica (sempre ricca di THC) possono essere usate come "droga". I derivati della Cannabis sono usati da tempo immemorabile e le sue proprietà sono citate in testi cinesi e indiani che risalgono al III millennio a.C. Fino a qualche decennio fa, l'estratto fluido di C. indica era utilizzato in medicina come sedativo e analgesico.
Le preparazioni di cannabis sul mercato sono diversi in relazione alla parte della pianta da cui derivano ma la loro attività dipende sempre dalla concentrazione di principio attivo (il delta-9-tetraidrocannabinolo - THC) in essi presente.

In particolare:

-la marijuana è ottenuta da una miscela di foglie secche tritate;

-il bhang è costituito da foglie secche e parti legnose dello stelo, con una minore concentrazione del principio attivo;

-la ganjia (di provenienza dall’India), consiste in una miscela di le foglie e le infiorescenze, con un contenuto di principio attivo di tre volte superiore alla marijuana;

-hashish e charas, costituiti da materiale resinoso essiccato in forma di panetti solidi, di potenza da cinque a otto volte superiore al trinciato di foglie;

-L'olio di hashish, infine, deriva dalla trasudazione oleosa delle estremità diorali della pianta e ha una concentrazione elevatissima di principio attivo e una potenza di cinquanta-ottanta volte superiore alla marijuana.

EFFETTI
A basse dosi, i derivati della Cannabis hanno effetti sedativi, rilassanti e euforizzanti: si ha voglia di ridere, e spesso viene anche stimolato l'appetito. Ad alte dosi si possono manifestare forti alterazioni sensoriali e percettive, per cui gli effetti possono essere avvicinati a quelli delle sostanze "allucinogene". Particolarmente marcate con le alte dosi sono le distorsioni spazio-temporali, e caratteristico è l'andamento "a ondate" dell'effetto. La Cannabis (principalmente, ma forse non solo, grazie al THC) ha interessanti proprietà farmacologiche che dovrebbero esser meglio sfruttate in medicina: abbassa la pressione intraoculare, combatte la nausea e il vomito indotti da certi farmaci (es. i chemioterapici antitumorali), riduce la spasticità dei muscoli, ha una certa azione analgesica, stimola l'appetito, e in generale migliora l'umore e genera una sensazione di maggior benessere. La rivalutazione medica della Cannabis è in corso da anni fra mille difficoltà dovute al suo status di droga illegale, attualmente esclusa da tutte le farmacopee ufficiali. Recentemente, negli Stati Uniti, la coltivazione e l'uso per scopi medici della Cannabis - in deroga alle draconiane leggi "anti-droga" - è stato approvato in diversi stati con referendum popolare.

MECCANISMO D’AZIONE
Il principio attivo dei cannabinoidi (THC) è un vaso dilatatore, quindi pochi minuti dopo l’inalazione del fumo di marijuana il cuore comincia a battere più rapidamente, le vie bronchiali si dilatano, i vasi sanguigni si espandono, anche quelli negli occhi, facendoli così arrossire. Il THC, attraverso il flusso sanguigno, passa anche nel cervello dove si lega a siti specifici (recettori dei cannabinoidi), presenti in abbondanza soprattutto in zone del cervello che regolano il movimento, la coordinazione, la memoria, il meccanismo di gratificazione-ricompensa e altre funzioni cognitive superiori, come il piacere.

MODO D'USO
La marijuana si fuma. L'hashish si fuma mescolato a tabacco, o si ingerisce in preparazioni particolari (pillole, infusi, pasticcini, torte). In certi paesi, viene a volte assunto insieme all'oppio. Il THC si assorbe immediatamente con il fumo e l'effetto - facilmente dosabile con un po' di esperienza - si manifesta in pochi minuti (la marijuana in genere contiene il 3-5% di THC, l'hashish il 7-14%). Molto più lento è l'assorbimento per via orale: gli effetti - che dipendono dalla dose assorbita e sono molto più imprevedibili per intensità e durata rispetto a quelli ottenuti fumando - si manifestano dopo 30-40 minuti o più. La durata varia dalle 3 alle 5 ore circa, o anche più nel caso di alte dosi o dopo assunzione orale. Il THC viene eliminato molto lentamente e permane nell'organismo, soprattutto nel tessuto adiposo, per molto tempo (settimane). E' possibile che questo fenomeno sia alla base del fatto per cui, con il consumo quotidiano, si ha bisogno di dosi minori rispetto a quelle iniziali per raggiungere lo stato desiderato.

RISCHI
Da un punto di vista farmacologico, il THC ha una tossicità acuta assolutamente trascurabile, tanto che non si è mai riusciti a calcolare la dose letale. Non sono documentati casi di morte direttamente dovuti a una dose eccessiva di THC. Il rapporto fra dose tossica e dose efficace è nell'ordine delle migliaia di volte e farmacologicamente la Cannabis è una delle sostanze più sicure. Diverso è il discorso legato ai suoi effetti psicoattivi: sebbene raramente, sono state descritte reazioni anche gravi di ansia, panico e sensazioni di depersonalizzazione. La tossicità cronica è più difficile da valutare. Fumare marijuana (come accade con il tabacco) porta inevitabilmente nei polmoni sostanze cancerogene derivanti dalla combustione. E' stato sostenuto - ma non provato - che l'uso cronico di THC potrebbe avere effetti depressivi sul sistema immunitario. Secondo alcuni studi, il THC avrebbe effetti negativi sulla memoria e sull'apprendimento, mentre avrebbe effetti positivi sulle associazioni mentali, che diventano più ricche, varie e originali. E' quindi possibile che l'uso cronico possa interferire con la capacità di studio o di lavoro: negativamente quando è richiesta costantemente un'alta efficienza intellettuale, e positivamente quando è richiesta soprattutto creatività e fantasia. Come tutti i farmaci psicoattivi che alterano le percezioni e le sensazioni, e in particolare quelle visive, uditive, propriocettive (cioè che riguardano le sensazioni sull'esatta posizione e sui movimenti delle varie parti del nostro corpo) e spazio-temporali, il THC può essere pericoloso quando si devono compiere lavori di precisione, o che richiedono attenzione, vigilanza, raziocinio, coordinamento dei movimenti e prontezza di riflessi. In particolare, ovviamente, non si dovrebbe mai guidare l'auto o usare attrezzi o macchinari pericolosi sotto gli effetti della Cannabis. Tuttavia, diversi studi non hanno evidenziato una maggior frequenza di incidenti automobilistici in relazione al consumo di derivati della Cannabis.

ALLUCINOGENI (LSD)

Gli allucinogeni comprendono sia sostanze naturali, quali la mescalina del peyote (lophophora williamsii, una cactacea) e i funghi allucinogeni (genere Paneolus e Psilocybe), che prodotti di sintesi come la dietilamide dell’ac. lisergico (LSD), attivo in quantità minime (microgrammi) tanto che era diffusa la pratica di spedirlo con la colla dei francobolli o delle rilegature dei libri. . L’introduzione e maggior diffusione degli allucinogeni sul mercato illegale, in Italia, risale agli anni ’70.

L’LSD è una droga ottenuta a dalla segale cornuta. In genere si trova sul mercato sotto forma di cartone (piccolo quadrato di carta imbevuto di acido e decorato da un disegno), o di micropunta (qualcosa che assomiglia vagamente ad una piccola mina di una matita, di colore nero, grigio o blu). 25 microgrammi di LSD sono già sufficienti a stimolare effetti psicotropi, anche se una dose media si aggira intorno ai 60-70 microgrammi. Tuttavia, la dose di acido contenuta in un trip è molto variabile: può andare dai 50 fino ai 300 microgrammi.

EFFETTI
L’LSD provoca allucinazioni, cioè intense modificazioni sensoriali. Le percezioni auditive, visive, tattili si mescolano. I suoni prendono colore, gli oggetti cominciano a respirare o a mostrare la loro energia, motivi a mosaico possono apparire su ogni superficie. Più le idee si mettono a scorrere velocemente più diventa difficile esprimerle oralmente. Il tempo assume una consistenza insolita e diventa impossibile rendersi conto di che ora sia. L’esperienza con l’LSD (buona o cattiva che sia) è molto forte e lascia un ricordo duraturo. La discesa è un momento di transizione difficile da gestire. Gli effetti svaniscono, compare la stanchezza, ci si ritrova in uno stato di coscienza normale. L’ideale sarebbe poter disporre davanti a sé di un giorno di riposo, senza attività che impegnino la mente o responsabilità da assumere. Tuttavia, anche in queste condizioni possono verificarsi momenti difficili. Se il contesto o l’ambiente non sono rassicuranti, c’è il rischio che in questi momenti si instauri una tendenza depressiva.

La sintomatologia dell’esperienza da allucinogeni si può schematizzare in tre fasi: la prima (10-30’ dopo l’assunzione) decorre senza particolari disturbi o con lieve malessere generale, nausea, vertigini, tachicardia, modesta midriasi, modificazioni del comportamento; dopo un’ora circa si manifesta la seconda fase (‘il viaggio’ vero e proprio) con allucinazioni e distorsioni delle percezioni sensoriali di vario tipo (soprattutto visive, ma anche olfattive e acustiche), labilità emotiva e comportamentale e alterazione dello stato di coscienza. Infine, il periodo di ripresa (8-12 h.) contrassegnato dal graduale ritorno al contatto con il mondo esterno e alla personalità abituale del soggetto.

RISCHI
A fronte di un’esperienza psichica ed emozionale a volte sconvolgente, queste droghe provocano una scarsa sintomatologia fisica. Esse causano uno stato di percezione alterata e la perdita temporanea del senso della realtà; la pericolosità per i consumatori e per la collettività consiste soprattutto nella alterata percezione del pericolo e conseguente esposizione a situazioni di rischio. Gli allucinogeni non determinano uno stato di dipendenza fisica e l’intossicazione acuta è un dato statisticamente irrilevante, sebbene tali sostanze possano determinare la manifestazione di disturbi psichici preesistenti (psicosi, schizofrenia), eventualmente latenti e non conosciuti dal soggetto stesso fino all’esperienza della droga.

Molti degli effetti collaterali sgradevoli dell’assunzione di allucinogeni (‘bad trip’: visioni paurose, reazioni d’ansia) possono essere contrastate con l’uso di benzodiazepine per via orale. La possibilità di incorrere in un “brutto viaggio” ha determinato la consuetudine, dagli anni ’70 in poi, di avere almeno una persona, nel gruppo, che non assumesse alcuna sostanza, in modo da poter soccorrere i compagni in caso di necessità, con tecniche di rassicurazione o farmacologiche.

CONSIGLI PER RIDURRE I RISCHI

  • Non prendere dell’acido se hai disturbi fisici o psichici.
  • Fai attenzione a quello che compri e da chi lo compri
  • Se hai deciso di prendere un trip, fallo con gente di cui ti fidi e in un contesto rassicurante.
  • Evita di mischiarlo con altre sostanze, soprattutto con l’alcol.
  • Evita di prendere più trip in una stessa serata e soprattutto non tutti in una volta (conviene suddividere la dose in più riprese: ¼ o ½ per volta). I dosaggi variano molto da un trip all’altro e le reazioni sono molto individuali.
  • Se è la tua prima esperienza non prendere più di ¼ di cartone. Se gli effetti non si fanno sentire, aspetta prima di assumerne dell’altro (a volte l’LSD può impiegare anche 3-4 ore a salire)
  • Evita di avere la pancia piena, perché la digestione è resa più difficile durante la salita (non è neanche bene essere a stomaco vuoto da molto tempo: la cosa migliore è aver mangiato qualche ora prima).
  • Considera che nei giorni successivi è facile sentirsi stanchi nel fisico e nella mente.
  • Quando arriva la discesa, riposati, distenditi e mangia prodotti che contengano zucchero e vitamine.
  • Evita di metterti in macchina e di infilarti in attività che richiedono una certa responsabilità.
  • Evita di ripetere l’esperienza prima di alcune settimane. Farne uso troppo spesso attenua gli effetti e aumenta i rischi.

LA LEGGE
L’ LSD è una sostanza illegale al pari dell’eroina, della cocaina, dell’oppio, dell’ecstasi, dello speed, della marijuana. Per l’uso personale sono previste sanzioni amministrative: sospensione della patente del passaporto, del porto d’armi e di altri documenti per un periodo da 2 a 4 mesi. In alternativa viene proposto un programma terapeutico socio-riabilitativo presso il SERT di residenza. Per lo spaccio sono previste sanzioni penali (da 1 a 20 anni di reclusione).

ANFETAMINA (SPEED)

Che cos’è?
Lo speed si presenta sotto forma di polvere (di solito bianca, ma a volte anche rosa o gialla), cristalli o gel. “Normalmente” contiene amfetamine sintetiche (amfetamine, metamfetamine o vari derivati amfetaminici), psicostimolanti proibiti per legge che appartengono alla famiglia delle fenetilamine (che comprende anche ecstasy, 2CB, DOB,…). Lo speed è spesso tagliato con eccipienti inattivi o sostanze psicotrope (efedrina, caffeina…), cosa che spiega, in parte, il suo prezzo contenuto (30-35 mila lire il grammo).
Lo speed si può: - mangiare: sotto forma di gel o polvere avvolti in una cartina, perché può danneggiare le mucose e i denti - sniffare: è il modo d’assunzione più diffuso. Bisogna però stare attenti a non passarsi le cannucce a causa del rischio di trasmissione dell’epatite - fumare: la tecnica per fumare i cristalli è la stessa usata per il crack: in una pipa - iniettare: è il metodo più rischioso (si rischia l’overdose e la trasmissione di AIDS e EPATITI).I consumatori segnalano un flash appena dopo l’iniezione

Gli effetti
I tempi e i modi della salita variano di molto a seconda del tipo di assunzione: se ingerito, gli effetti compaiono dopo mezz’ora, un’ora al massimo; se sniffato bisogna aspettare non più di qualche minuto; mentre la salita è immediata se lo si fuma o inietta. Gli effetti durano dalle 4 alle 6 ore. Lo speed stimola l’attività fisica, comportamentale, e la vigilanza. La maggior parte dei ravers prendono speed (di solito tirandolo) per sentirsi in forma e ballare tutta la notte. All’inizio è facile sentire una certa euforia e una sensazione di benessere.
Liberando la dopamina nel cervello, lo speed provoca un innalzamento nell’amor proprio e ci si sente invincibili. Lo speed aumenta il ritmo cardiaco, la frequenza respiratoria, la pressione arteriosa e la temperatura del corpo. Ha inoltre l’effetto di far scomparire la fame (le amfetamine erano un tempo usate per curare l’obesità). Un’azione allucinogena delle amfetamine a dosaggi alti e prolungati può comparire quando la tolleranza ha fatto scomparire la loro funzione eccitante. Il dosaggio varia a seconda degli individui: se è la prima volta conviene assumerne una piccola dose e aspettare gli effetti. La discesa può essere difficile: lo speed costringe il corpo ad attingere alle sue riserve e sovreccita i neuroni. Gli effetti spiacevoli della discesa sono opposti agli effetti ricercati nella sostanza: stanchezza, apatia, depressione, nervosismo, aggressività, mascelle incollate, crisi psicotiche. Gli effetti spiacevoli della discesa sono tanto più forti quanto più il metodo di salita è rapido.

I rischi
Dosi massicce e assunzioni per via endovenosa possono provocare patologie acute: si sono riscontrati casi di decesso per problemi al sistema cardiocircolatorio, emorragie al cervello o ipertermie fulminanti (innalzamento eccessivo della temperatura corporea). È quindi importante, durante l’esperienza, prendere aria, riposarsi e bere acqua regolarmente. Evita di prendere speed soprattutto se hai problemi cardiovascolari o soffri di ipertensione. Inoltre, a dosaggi elevati, le amfetamine possono provocare psicosi e crisi paranoiche che possono diventare acute, anche se apparentemente non si è predisposti. In questi casi diventano necessari un trattamento psicoterapico e un cura farmaceutica. A causa di assunzioni massicce e prolungate (mesi o anni) alcuni consumatori hanno sviluppato malattie psichiatriche che i medicinali non sono riusciti a sanare. Prendere speed per rimanere svegli a lungo, per essere lucidi, continuare ad assumerne nei week-end per ballare, senza dormire e senza mangiare alla fine affatica un sacco l’organismo. Ripetendo queste maratone regolarmente, si rischia di intaccare la propria condizione di salute, di avere problemi di insonnia e di alterare il ritmo cardiaco. L’umore diventa instabile, è facile innervosirsi per niente e cominciare a sentirsi depressi. Un altro rischio è legato alla tolleranza che si instaura verso le amfetamine. Un consumatore assiduo può avere bisogno di una dose di 20 volte maggiore rispetto a quella iniziale per risentire gli stessi effetti delle prime volte. Questo aumenta il rischio di cadere nell’abitudine e nell’abuso. Non è difficile arrivare al punto di non poter più fare a meno dello speed: lo speed, visti i suoi effetti, non è incompatibile con alcune attività lavorative, la discesa è difficile (si è quindi tentati di riprenderne) e la stanchezza che segue assunzioni ripetute è una buona ragione per riprenderne con l’obiettivo di attenuare la stanchezza e la depressione.
È ugualmente rischioso mischiare lo speed con altre sostanze. Ad esempio: -con l’alcol: aumenta la tossicità e il rischio di epatiti -con l’ecstasy: aumenta la neurotossicità dell’ecstasy. Lo speed interviene sulla dopamina, l’ecstasy sulla serotonina e la dopamina: un rilascio eccessivo di entrambe le sostanze contemporaneamente può essere rischioso -con l’LSD: viene preso spesso durante o prima della discesa dello speed. Si è a rischio di fare un brutto viaggio perché la stanchezza prima mascherata dall’amfetamina può diventare la base di un bad trip.
Se credi che lo speed aumenti le tue capacità sessuali sappi che presto dovrai aumentare le dosi per ritrovare l’ardore delle prime volte, cosa che potrebbe causare una diminuzione delle tue prestazioni.

Consigli per ridurre i rischi

  • Evita di prendere dello speed se sei stanco, se hai problemi cardiovascolari, di ipertensione, di epilessia, d’asma, di tetano; se hai problemi psicologici e depressioni.
  • Fai attenzione a quello che compri e da chi lo compri. Spesso lo speed viene tagliato con eccipienti.
  • Se hai deciso di prendere dello speed, fallo con gente di cui ti fidi e in un contesto rassicurante.
  • Evita di mischiarlo con altre sostanze, soprattutto ecstasy e alcol. 5. Bevi acqua regolarmente (ma senza esagerare, non più di ½ litro ogni ora), prenditi delle pause e prendi aria.
  • Quando arriva la discesa, riposati, distenditi e mangia prodotti che contengano zucchero e vitamine.
  • L’uso di speed affatica un sacco il corpo. Sarebbe bene riposarsi nei giorni successivi e di non assumerne più prima di alcune settimane.
  • Fai attenzione alle dosi. Le prima volte prendine metà rispetto a quelli che lo usano spesso.
  • Se lo sniffi, usa la tua cannuccia per evitare la trasmissione dell’epatite.
  • Evita di metterti in macchina e di infilarti in attività che richiedono una certa responsabilità.
  • Prima dell’assunzione assicurati di aver mangiato qualche cosa (anche solo mezza banana o un pezzo di pane) per evitare danni alle mucose dello stomaco, alla fine dell’effetto lavati al più presto i denti e le narici per evitare danni a mucose e allo malto dentario.

LA LEGGE
Lo speed è una sostanza illegale al pari dell’eroina, dell’LSD, dell’oppio, dell’ecstasi, della marijuana. Per l’uso personale sono previste sanzioni amministrative: sospensione della patente del passaporto, del porto d’armi e di altri documenti per un periodo da 2 a 4 mesi. In alternativa viene proposto un programma terapeutico socio-riabilitativo presso il SERT di residenza. Per lo spaccio sono previste sanzioni penali (da 1 a 20 anni di reclusione).

ECSTASY - MDMA

Che cos’è?
Per ecstasy s’intende generalmente MDMA (anche se oggi l’etichetta “ecstasy” ingloba un gruppo di molecole con effetti molto simili: MDA, MDEA, MBDB), un derivato dell’anfetamina che appartiene alla famiglia delle fenetilamine. L’MDMA stimola il rilascio di diversi neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina e dopamina) che regolano l’umore e l’attività del corpo.

Gli effetti
L’ecstasy è un empatogeno: consente di entrare in sintonia con l’altro stimolando le sensazioni di intimità e vicinanza. Favorisce l’introspezione e il contatto con se stessi: possono riaffiorare ricordi d’infanzia o si può vedere la propria vita da un’angolatura diversa. La combinazione dell’MDMA con la musica e il ballo può far perdere alcune delle sue connotazioni più “sottili” favorendo invece la comunanza con la folla e uno stato euforico simile alla trance. Per quanto riguarda gli effetti fisici l’ecstasy combina due sensazioni apparentemente contrapposte: è possibile sentirsi carichi ed eccitati (con aumento del battito cardiaco e del respiro) sperimentando al contempo un senso di profonda rilassatezza. Effetti secondari assai diffusi, poco piacevoli, ma generalmente tollerati dagli utilizzatori, sono: secchezza delle fauci, tremori, tensione muscolare, mascelle contratte, accessi di sudorazione, nausea e crampi.

La dose normale di MDMA varia tra gli 80 e i 150 mg, anche se ogni volta è difficile capire con certezza quanta se ne sta assumendo (le pastiglie più diffuse sul mercato possono contenere dai 30 ai 150 mg di MDMA). L’impossibilità di determinare in partenza la potenza della pasticca che si sta per ingerire impone molta attenzione, soprattutto quando se ne hanno fra le mani più d’una contrassegnate con marchietti differenti. L’effetto della sostanza comincia a farsi sentire dopo 30-60 minuti, ma può metterci anche un paio d’ore (molto dipende da cosa si è fatto, bevuto, mangiato prima dell’assunzione): le reazioni sono molto individuali. Diversamente da altre sostanze psicoattive l’intervallo che separa i primi sintomi dalla fase di picco è estremamente ridotto, mentre come per le altre durante la salita possono comparire tensione ed incertezza, legate alla necessaria ri-sintonizzazione del proprio corpo e della propria mente su un diverso stato di coscienza. Tuttavia queste sensazioni tendono a scomparire una volta raggiunta la pienezza degli effetti. L’esperienza può durare dalle 4 alle 6 ore, per lasciare quindi spazio agli effetti secondari, non sempre del tutto piacevoli: mal di testa, crampi, stanchezza, ansia, anche depressione. Tenendo ben presente che senza costose analisi di laboratorio è impossibile sapere la quantità di principio attivo presente in ogni pastiglia, capsula o polvere, queste sono le sostanze che comunemente circolano oggi in Italia sotto il nome generico di ecstasy o paste: MDMA (Ecstasy, Adam, XTC): 50-150mg durata 4-6 ore. MDE (Eva): 50-150 mg durata 4-6-ore. MDA: 60-160mg durata 8-12 ore. 2CB: 15-25mg durata 4-8 ore. PMA : 50-150mg durata 4-8 ore, molto pericoloso perché il tempo di attesa degli effetti va da 1 ora e ½ a oltre 2 ore, in Europa ha già causato alcuni decessi in soggetti che probabilmente hanno assunto altre sostanze eccitanti senza aspettare la lunga salita del PMA.

I rischi
L’Ecstasy è pericolosa soprattutto se assunta a dosaggi troppo elevati e ad intervalli troppo brevi tra un’esperienza e l’altra: può provocare danni a breve o a lungo termine, comunque rischiosi per la salute psicofisica. Nel caso dell’MDMA esiste una soglia ottimale nel dosaggio, superata la quale non si notano miglioramenti apprezzabili degli effetti ed il rapporto costi/benefici diventa sempre più svantaggioso per il consumatore. Già oltre i 200 mg si può osservare un consistente incremento degli effetti collaterali: brividi, tremori, tachicardia, crampi, nausea. Come se non bastasse, in situazioni affollate, affaticati dalle molte ore di ballo, bevendo poca acqua – e quindi senza contrastare la disidratazione tipica di tutte le sostanze amfetaminiche – si fa concreto il rischio del “colpo di calore” (ipertermia maligna, spesso mortale): in poco tempo la temperatura corporea può raggiungere i 40-43ºC con un contemporaneo innalzamento della pressione sanguigna, mentre l’inibizione dei sistemi d’allarme rende più difficile accorgersi di quello che sta succedendo. Un ordine di problemi diverso dipende dall’eccessiva frequenza con cui i consumatori assumono la sostanza. Il tempo necessario per il riequilibrio fisico, in particolare quello neurochimico, è piuttosto lungo: dopo una dose medio-robusta può volerci più di un mese prima di tornare alla normalità. Il mancato rispetto di questi tempi e la conseguente sovrastimolazione delle cellule cerebrali a lungo andare possono provocare l’insorgere di disfunzioni nel sistema neurochimico e conseguenti problemi psichici. L’effetto problematico più diffuso consiste in tutto un insieme di disturbi della personalità: si va da momenti di irascibilità e da un aumentato nervosismo a sintomi più gravi quali stati depressivi, fobie, manie di persecuzione.

Consigli per ridurre i rischi

  • Informati il più possibile sulla qualità e sugli effetti della sostanza che compri;
  • Se hai deciso di prendere ecstasy, fallo con gente di cui ti fidi e in un contesto rassicurante;
  • Fai attenzione alle dosi. La prima volta prendi al massimo la metà della dose che prendono gli abitudinari;
  • La sicurezza in te e l’eccitazione fisica e cerebrale non sempre permettono di valutare i rischi, ed è facile stancarsi senza accorgersene;
  • Evita di mischiare l’ecstasy con altre sostanze, in particolare con l’alcol, poiché aumenta la temperatura, la disidratazione e la perdita di sali;
  • Bevi acqua o succhi di frutta con continuità per contrastare l’effetto di disidratazione, ma senza esagerare: non più di ½ litro ogni ora; di tanto in tanto riposati e rinfrescati;
  • Prima dell’assunzione assicurati di aver mangiato qualche cosa (anche solo mezza banana o un pezzo di pane) per evitare danni alle mucose dello stomaco, in quanto l’ecstasy come tutti gli empatogeni (MDMA, MDA, MDE, 2CB, etc..), le amfetamine, l’efedrina e la mescalina sono gastrolesive (anche l’aspirina lo è!?).
  • Usa indumenti leggeri che non favoriscano il surriscaldamento del corpo;
  • Evita di metterti in macchina e di infilarti in attività che richiedono una ……...certa responsabilità.
  • Può rendere rompicoglioni

CONTROINDICAZIONI: Attenzione!!! Consumare MDMA può essere molto pericoloso per chi è in terapia con farmaci anti-Hiv, in particolare se inibitori della proteasi (rischio di morte). L'Ecstasy ha una pesante ricaduta su fegato e su reni, quindi è assolutamente sconsigliata a chi soffra di patologie che coinvolgono questi organi (Epatiti, Nefriti, insufficienze epatiche o renali, etc…). L’ecstasy accelera sensibilmente il battito cardiaco e aumenta la pressione sanguigna quindi è decisamente controindicata per chi soffre di malattie cardiache e ipertensione; controindicato in gravidanza e allattamento.

LA LEGGE
L’ecstasy è una sostanza illegale al pari dell’eroina, dell’LSD, della cocaina, dell’oppio, dello speed, della marijuana. Per l’uso personale sono previste sanzioni amministrative: sospensione della patente del passaporto, del porto d’armi e di altri documenti per un periodo da 2 a 4 mesi. In alternativa viene proposto un programma terapeutico socio-riabilitativo presso il SERT di residenza. Per lo spaccio sono previste sanzioni penali (da 1 a 20 anni di reclusione).

ALCOOL

Cos'è?
Gli alcoolici, presenti in varie forme in tutte le culture del nostro pianeta, vengono bevuti o utilizzati per preparare piatti e pietanze, e sono parte integrante della nostra, cultura della nostra economia e della nostra storia, a tal punto che ci è difficile considerare l'alcol una droga, alla stregua di Eroina e Cocaina.
In realtà in Italia l'abuso di alcolici provoca più di 17.000 morti ogni anno (per patologie degenerative, suicidi e incidenti stradali) e risulta per questo essere una delle sostanze più pericolose attualmente disponibili (seconda solo al tabacco, che di morti ne fa più di 50.000 ogni anno…).
La vendita, il possesso e il consumo di alcol sono legali; mentre la legge sanziona i comportamenti molesti e la guida in stato di ebbrezza (con alcolemia superiore a 0,5 mg/l in Italia, approssimativamente l'equivalente di 1-2 bicchieri di vino).

L'alcool, risultante dalla fermentazione di zuccheri o amidi vegetali, è una sostanza che inizialmente produce sensazioni esilaranti e stimolanti; in realtà provoca una depressione del Sistema Nervoso Centrale, ritardando le reazioni (coordinazione motoria) e influendo sul funzionamento del cervello (capacità percettive e cognitive).
Sostanzialmente i prodotti alcolici si dividono in due categorie:
i fermentati (che derivano da frutti, piante o cereali e che subiscono un processo naturale di fermentazione dovuto all'azione di microrganismi, es. vino, birre, sidro) e
i distillati (preparati fermentati che, tramite il processo di distillazione e il calore, perdono parte dell'acqua che contengono, e quindi diventano più "concentrati" es. grappe, whisky). Normalmente una bevanda distillata possiede una gradazione alcolica (cioè una percentuale di ) più alta di una fermentata.
L'alcool viene assorbito dalle mucose dello stomaco, attraverso la digestione, ed essendo idrosolubile (cioè sciogliendosi nell'acqua) si stempera nel sangue; attraverso il flusso sanguigno raggiunge il cervello dove "attiva" i suoi effetti. In linea di massima gli effetti sopravvengono dopo poco tempo dall'ingestione (5-10 minuti), ma questo tempo può variare in base a diversi fattori (se si è affaticati o no, se si è già a stomaco pieno o no, etc…).
In generale la quantità assunta è un fattore molto importante, in quanto l'alcol è una sostanza dagli effetti fortemente dose-dipendenti: più se ne assume più gli effetti saranno intensi e duraturi (insieme agli effetti non desiderati…).

Effetti
In linea di massima gli effetti degli alcolici sono conosciuti più o meno da chiunque, e un uso moderato (in termini di quantità e di frequenza del consumo) non costituisce una fonte di rischio. Riassumendo:
· senso di relax e di leggerezza fisica e mentale;
· aumento della confidenza e fiducia in se stessi;
· aumento della capacità comunicativa e di socializzazione;
· perdita progressiva delle inibizioni;
· facilità al riso e senso di allegria;
· allontanamento temporaneo dai propri problemi;
· diminuzione del senso di timore, ansia e paura.
Effetti non desiderati
L'abuso di alcool può causare effetti molto negativi:
· produce sgradevolissime sindromi gastro-intestinali (nausea, vertigini, vomito, etc…);
· facilita l'insorgenza di comportamenti aggressivi e violenti (con un forte aumento della probabilità di scatenare alterchi e risse, o di rimanervi coinvolti);
· incide progressivamente sulla capacità di coordinazione motoria (gambe, occhio-mano, etc…), intorpidisce i sensi e incide negativamente sulle capacità verbali;
· provoca problemi di percezione sensoriale (visione doppia, alterazione del senso della distanza e della velocità e del senso di spazio e tempo)
· aumenta il senso di depressione e tristezza (specialmente quando si è già depressi o tristi prima di cominciare a bere..);
· provoca la cancellazione temporanea (e in alcuni casi anche permanente) di ricordi e memorie.
· L'ingestione di una forte quantità di alcool in poco tempo può provocare una vera e propria overdose, con conseguenze che possono portare al coma etilico e alla morte per arresto cardio-respiratorio.
L'abuso di alcolici, a medio-lungo termine, ha una pesantissima ripercussione sull'organismo, in particolare sul fegato, sul cuore e sugli organi coinvolti nella digestione; questo può portare a patologie irreversibili e mortali (tumori, cirrosi, carcinoma epatico, etc…). L’uso prolungato nel tempo crea una dipendenza fisica (alcoolismo) al pari di droghe considerate per questo più pesanti, come l’eroina e la cocaina.
Guida e uso di macchinari
E' estremamente rischioso, per se e per gli altri, guidare qualsiasi veicolo sotto l'effetto di alcolici. Studi della BMW hanno rilevato come normalmente il tempo di reazione medio ad un pericolo si aggira intorno a 1 secondo (vuol dire che, in automobile, da quando si percepisce il pericolo a quando si inizia a frenare, passa circa 0,7 - 1 sec.). Due bicchieri da tavola di vino rosso fanno raddoppiare questo tempo, mentre tre o quattro bicchieri possono allungarlo anche di 4 volte e al tempo stesso aumentano sensibilmente la probabilità di commettere errori di guida. 1 o 2 secondi in più o in meno possono sembrare poco, ma in realtà un veicolo che sta viaggiando a 90 km/h. in 1 solo secondo compie 25 metri!
I problemi di coordinazione psico-motoria rendono quindi molto pericoloso operare macchinari, o svolgere attività lavorative rischiose, sotto l'effetto di alcolici.
L'alcol e il sesso
Uno degli effetti caratteristici del consumo di è la progressiva perdita di inibizioni: ci si sente maggiormente comunicativi, più coraggiosi e anche… più sexy. In realtà sesso e alcol non vanno molto d'accordo: dopo gli effetti iniziali, l'alcool riduce la circolazione sanguigna restringendo le vene e le arterie, e questo può provocare difficoltà di erezione nei maschi. E' dimostrato inoltre che l'abuso di protratto nel tempo produce impotenza (che in caso di grande abuso, diventa cronica). Un rischio particolare, sotto l'effetto disinibente di alcoolici, è quello di dimenticare completamente le norme di protezione in caso di rapporto sessuale occasionale: il preservativo è l'unico strumento efficace di protezione dalle malattie a trasmissione sessuale (AIDS per prima). Ubriachi o no, tenetene conto.
Alcool e medicinali
I medicinali normalmente sono progettati per essere assorbiti dall'organismo in un certo lasso di tempo. L'alcol interferisce in questo processo, oltre che alterare la capacità di metabolizzazione del fegato; per questo motivo è assolutamente sconsigliata l'assunzione contemporanea di qualsiasi farmaco con alcolici. Le conseguenze possono essere molto gravi e possono anche condurre alla morte per avvelenamento.
Overdose (con altri depressori del Sistema Nervoso Centrale)
L'alcool è una sostanza che agisce deprimendo e rallentando le funzioni del Sistema Nervoso Centrale (SNC). Per questo motivo è molto pericoloso assumere alcol insieme con altre sostanze che hanno simili effetti di depressione sul SNC perché gli effetti delle diverse sostanze si sommano (alcuni esempi sono: l'Eroina e tutti gli Oppiacei, le Benzodiazepine, i Barbiturici, la Ketamina, il GHB e i tranquillanti in genere). Questo può portare ad un rallentamento delle funzioni vitali, che nei casi più gravi può anche condurre alla morte per arresto cardio-respiratorio. Assolutamente da evitare il mix di alcol con ectasy, anfetamine, efedrina e metamfetamine in genere: poiché aumenta la temperatura, la disidratazione e la perdita di sali, aumentando il rischio di collassi e svenimenti improvvisi.
ASTEMIO
Persona che non beve mai alcolici.
BEVITORE ADEGUATO
Persona che beve prevalentemente ai pasti, assume una quantità di alcol giornaliera limitata, non presenta alterazioni del comportamento, non presenta danni fisici.
BEVITORE ECCESSIVO
Persona che assume alcol in forti quantità e comunque superiori alle dosi alle dosi giornaliere consigliate.
Beve anche prevalentemente fuori pasto, può presentare patologie alcol-correlate, può presentare modificazioni del comportamento.
ALCOLDIPENDENTE
Persona che continua ad assumere alcol malgrado il suo bere incida sulla salute fisica e psichica, sui rapporti interpersonali e sulla realtà sociale ed economica. Presenta tolleranza (aumento delle dosi per ottenere lo stesso effetto), desiderio irrefrenabile di bere, sintomi di astinenza.

DOSI MASSIME GIORNALIERE CONSIGLIATE
UOMO
25 gr. al dì
25 gr. al giorno di alcol equivalgono a:
2/3 calici di vino a 12°
oppure
2 lattine di birra a 5°
oppure
2 bicchierini di superalcolico a 40°
DONNA
15 gr. al dì
15 gr. al giorno di alcol equivalgono a:
1/2 calici di vino a 12°
oppure
1 lattina di birra a 5°
oppure
1 bicchierino di superalcolico a 40°

EROINA

COS’E’
L'eroina è una sostanza stupefacente ottenuta elaborando chimicamente la morfina, il principale alcaloide che si ricava dall'oppio grezzo. In genere, si presenta come una polvere finissima o granulare di colore bianco, bruno o rossastro a seconda della purezza, e ha l'odore tipicamente pungente dell'acido acetico. Poiché ormai nessun Paese ne prevede un impiego terapeutico, tutta la produzione avviene in laboratori clandestini secondo metodi e cicli di lavorazione che incidono in misura determinante sulla qualità e sul grado di purezza della sostanza ottenuta.

L’eroina è presente sul mercato in vario grado di purezza, in associazione con ‘sostanze da taglio’ che possono essere relativamente inerti, aggiunte al solo scopo di aumentare la quantità (dette ‘diluenti’: glucosio, lattosio, bicarbonato di sodio), o addizionate per modificare in vario modo gli effetti della droga (dette ‘adulteranti’: caffeina, lidocaina); particolarmente insidiosa, per gli effetti imprevedibili che determina, è l’associazione eroina + cocaina (nota come speedball). Recentemente si è registrata l’introduzione sul mercato illecito del Kobrett (o Cobret), un composto da fumare a base di eroina a bassa concentrazione.

L’eroina agisce sul sistema nervoso centrale con un potente effetto inibente e depressivo.

GLI EFFETTI
· alterazioni nel ritmo e nel volume respiratorio
· riduzione complessiva della funzione respiratoria
· rallentamento psicomotorio e riduzione del coordinamento muscolare
· rilassamento della muscolatura dello stomaco e dell’intestino
· riduzioni dei secreti e dei processi digestivi
· aumento della forza contrattile di ureteri e vescica
· diminuzione dell’ovulazione e mancanza delle mestruazioni

Gli oppiacei agiscono con effetto analgesico ed inibitorio secondo un meccanismo di ricompensa cerebrale in stretto legame con i centri nervosi del piacere: il dolore e l’ansia vengono notevolmente ridotti, e dopo un primo intenso momento di piacere (il cosiddetto “flash”), segue uno stato di appagamento, di rallentamento del pensiero, dei gesti e dei comportamenti sino alla sonnolenza. Tale azione inibitoria spiega l'”anestesia emotiva” nel tossicodipendente sotto l'effetto della sostanza, l’indifferenza verso il mondo, di distacco percettivo, di disinteresse affettivo, il forte egocentrismo. I segni dell’assunzioni più visibili sono le pupille a spillo,il forte rallentamento e la scarsa articolazione della parola e dei movimenti, e un prurito al corpo diffuso e insistente.

RISCHI
L’eroina, con maggior evidenza di qualunque altra droga d’abuso, induce tolleranza, dipendenza sia fisica che psichica, astinenza e ‘craving’.

La veloce tolleranza agli oppiacei costringe, chi le utilizza regolarmente, ad aumentarne sensibilmente le dosi, fino all’assuefazione: l’organismo si abitua alla presenza della sostanza e gli effetti fisiologici e psicologici diminuiscono a parità di dose, e si è quindi costretti ad assumerne sempre di più per ottenere gli effetti desiderati e per non andare incontro all’insorgere dell’ astinenza . Quest’ultima, anche se raramente mette in pericolo la vita, è estremamente dolorosa e insopportabile, tanto da essere uno dei maggiori motivi nel continuare la dipendenza . L’astinenza si manifesta in seguito alla mancata assunzione di oppiacei dopo un'assuefazione anche di poche settimane, compare dopo 8-16 ore dall'ultima assunzione di eroina e va progressivamente intensificandosi nei primi 2-4 giorni per poi attenuarsi e scomparire nel giro di 5-8 giorni. Si provano irrequietezza, ansia e irritabilità, insonnia, mancanza di appetito, tremori muscolari fino a crampi, nausea, vomito, lacrimazione, sudorazione, midriasi, tachipnea, diarrea, brividi di freddo e piloerezione.

L’ overdose da oppiacei si manifesta con una sintomatologia caratteristica consistente in depressione respiratoria e cardiocircolatoria e miosi. In queste condizioni la pratica salvavita è la ventilazione del paziente, il cui respiro è primariamente depresso dall’oppioide (oblio respiratorio), seguita dalla somministrazione dell’antidoto specifico (Naloxone®).

 

A causa della assunzione endovenosa di oppioidi e in particolare di eroina il tossicodipendente può sviluppare numerose infezioni. L’AIDS, le epatiti B e C, la setticemia, infezioni alle valvole cardiache, ecc.

LA LEGGE
L’eroina è una sostanza illegale al pari della cocaina, dell’LSD, dell’oppio, dell’ecstasy, dello speed, della marijuana. Per l’uso personale sono previste sanzioni amministrative: sospensione della patente del passaporto, del porto d’armi e di altri documenti per un periodo da 2 a 4 mesi. In alternativa viene proposto un programma terapeutico socio-riabilitativo presso il SERT di residenza. Per lo spaccio sono previste sanzioni penali (da 1 a 20 anni di reclusione).

COCAINA 2

COS’È:
Chiamata coca, neve o bamba, la cocaina è uno stimolante che agisce sul sistema nervoso centrale.
La cocaina esiste sotto due forme:
- La cocaina vegetale o raffinata: estratta dalle foglie di coca; la “pasta”viene trasformata in cloridrato di cocaina (cocaina base) e miscelata con alcaloidi.
–La cocaina sintetica o farmaceutica usata come anestetico locale: viene sintetizzata con precursori diversi dalle foglie di coca.
Generalmente la cocaina si presenta sotto forma di una polvere bianca, cristallina, in forma di fiocchi. La cocaina pura è poco densa e porosa.

MODALITÀ DI CONSUMO:
Sniffata con l’aiuto di una cannuccia, dopo aver finemente sbriciolato la polvere. La cocaina viene quindi assorbita nel sangue attraverso la mucosa nasale (con rischio di trasmissione di epatite). È la tecnica più diffusa. Fumata: rollata in una sigaretta Inalata: la cocaina viene depositata su un foglio di alluminio che viene scaldato. Quindi ne vengono inalati i vapori. Iniettata in endovena diluita in acqua sterile: metodo molto rischioso (overdose, rischio di contrarre AIDS) Più raramente viene ingerita o consumata applicandola sulle mucose al di sotto delle gengive.

EFFETTI:
La cocaina è un potente stimolante psicotropo che agisce aumentando la quantità di dopamina nel cervello. Sniffata, durante i primi 10 minuti, produce effetti molto potenti, la cui intensità varia a seconda della quantità e della qualità della sostanza, oltre che dalle reazioni personali alla stessa. Il picco dell’effetto è immediato ma di breve durata. Nel primo quarto d’ora la cocaina procura una sensazione di euforia e di benessere; si avverte una forte stimolazione fisica, intellettuale e sensoriale: si ha l’illusione di un aumento dell’attenzione, la sensazione di possedere una maggiore precisione nel movimento e talvolta si avverte una leggera deformazione delle percezioni sensoriali (auditiva, visiva e tattile). Se sniffi la cocaina senti contemporaneamente un leggero intorpidimento delle gengive e delle fosse nasali che risale sino ai seni paranasali. Segue una fase di esaltazione (amplificazione della propria personalità, sopravvalutazione dei propri moti interiori) e di ipercomunicabilità. La cocaina dà l’impressione di vedere e capire tutto: sei molto meno sensibile al dolore, alla fatica e alla fame. C’è in fine un forte senso di inappetenza, essendo la cocaina una sostanza anoressizzante. Questi effetti possono durare per una o due ore. S'innesca subito la discesa: da un periodo di euforia si passa ad una fase caratterizzata da sonnolenza, lieve depressione e rallentamento dei riflessi. Con l’uso regolare i sintomi tipici di questa fase tendono ad intensificarsi. Il dosaggio dipende dalla reazione personale alla sostanza e dalla qualità dello stesso. Se è la prima volta, usane una piccola quantità e aspetta gli effetti.

I RISCHI:
Durante la salita, è possibile che tu ti senta angosciato. È passeggero, non bisogna opporre resistenze. La cocaina determina un aumento della pressione arteriosa. Se tu soffri di particolari problemi (epilessia, ipertensione, astenia…) può essere pericoloso soprattutto se assumi anche altre sostanze (ecstasy, speed, alcol…). Una forte dose ed un uso prolungato, aumentano la probabilità che si verifichino rischi. Un’iniezione endovenosa comporta il rischio di overdose per arresto cardiaco. Con un uso continuato, il funzionamento del cervello nei confronti della dopamina si modifica: il sentimento di euforia fa allora posto alla fatica. Un altro rischio molto importante deriva dall’assuefazione alla cocaina: un consumatore assiduo necessita di una dose dieci volte maggiore da quella usata la prima volta per ottenerne gli stessi effetti. Con l’uso abituale aumentano le probabilità di divenire dipendente dalla sostanza. La cocaina è una sostanza in cui è facile rimanere invischiato (dipendenza psicologica): la coca, visti i suoi effetti, non è incompatibile con alcune attività lavorative, la discesa è difficile (si ritorna alla dura realtà perdendo la carica e la forte stima di sé indotte dalla sostanza), si è quindi tentati di riprenderla e l’esaurimento conseguente l’assunzione ripetuta è una buona ragione per ricercare altra sostanza per attenuare la fatica e la depressione. L’iniezione endovenosa induce più facilmente una dipendenza che può diventare fisica, che significa che tu soffri di uno stato di astinenza allorché tu non sei più sotto l’effetto della sostanza. I maggiori consumatori rischiano il verificarsi di ripetute microlesioni nel cervello, con il rischio di demenza. Sul piano sessuale, se da una parte la coca è un forte stimolante, dall’altra riduce la sensibilità (rendendo difficile l’eiaculazione), mentre alla lunga può condurre all’impotenza. Nelle donne incinte il consumo di cocaina espone il bambino a forti rischi: il feto può avere ritardi nella crescita ed essere vittima di ipertensione e problemi vascolari. Aumentando la frequenza d’uso si osservano anomalie nel feto. L'overdose di cocaina è possibile: dipende da chi la consuma e soprattutto da quanta e come viene assunta, in particolare se iniettata. In questi casi deve essere praticato immediatamente (entro 1 ora) un intervento medico. Allora se succede a qualcuno dei tuoi amici, chiama subito….

CONSIGLI PER RIDURRE I RISCHI
Informati il più possibile sulla qualità e sugli effetti della sostanza che compri.
La cocaina è controindicata se soffri di epilessia, ipertensione, asma o turbe psichiche.
Se hai deciso di prendere la coca, fallo con gente di cui ti fidi e in un contesto rassicurante.
Fai attenzione alle dosi. La prima volta prendi al massimo la metà della dose che prendono gli abitudinari.
La sicurezza in te e l’eccitazione fisica e cerebrale non ti permettono di valutare i rischi che tu corri, sia sul piano sociale (è facile perdere il controllo), sia sul piano fisico (se ti stanchi rischi di non accorgertene)
Evita di mischiare la cocaina con altre sostanze, in particolare con l’alcol.
Evita di avere lo stomaco pieno (nausea, digestione difficile) ma non dimenticare che la cocaina è un anoressizzante, perciò assumi cibi o bevante molto energetiche qualche ora prima.
Se tu sniffi la coca, utilizza una tua personale cannuccia, per evitare la trasmissione di epatite C e di AIDS
La coca impedisce di dormire, perciò fissa dei limiti al consumo (il tuo corpo ha dei limiti)
Evita di metterti in macchina e di infilarti in attività che richiedono una certa responsabilità. Alla fine dell’effetto lavati al più presto le mucose e i denti e le narici per evitare danni a mucose e denti.

LA LEGGE
La cocaina è una sostanza illegale al pari dell’eroina, dell’LSD, dell’oppio, dell’ecstasi, dello speed, della marijuana. Per l’uso personale sono previste sanzioni amministrative: sospensione della patente del passaporto, del porto d’armi e di altri documenti per un periodo da 2 a 4 mesi. In alternativa viene proposto un programma terapeutico socio-riabilitativo presso il SERT di residenza. Per lo spaccio sono previste sanzioni penali (da 1 a 20 anni di reclusione).

COCAINA

La cocaina è un alcaloide contenuto nelle foglie della Erythroxylon coca; la pianta, tipica dei climi sub-tropicali caldo-umidi, cresce ad un’altitudine tra i 700 e i 2000 metri in Sud America (Ecuador, Colombia, Bolivia, Perù, Cile e Brasile) ed in Asia (Birmania, Indonesia). Dai paesi dell’America Latina soprattutto, muove il traffico internazionale illegale che si avvale occasionalmente di corrieri della droga (‘cavalli’, body packers o mules ).

Viene assunta per via nasale, fumata o iniettata.

Dalla cocaina base (grezza) si ottengono
- la cocaina cloridrato, forma in polvere, che può essere assunta per via inalatoria (“sniffata”) o per l’iniezione endovenosa
- la free base cocaina o ‘crack’ (fumata insieme al tabacco di sigaretta)

La cocaina è presente sul mercato in vario grado di purezza, in associazione con ‘sostanze da taglio’
- che possono essere relativamente inerti, aggiunte al solo scopo di aumentare la quantità (dette ‘diluenti’: talco, lattosio, bicarbonato di sodio),
- o addizionate per modificare in vario modo gli effetti della droga (dette ‘adulteranti’:procaina, lidocaina).

Particolarmente insidiosa, per gli effetti imprevedibili che determina, è l’associazione eroina + cocaina (nota come speedball ).

EFFETTI RICERCATI
Euforia, allegria, sensazione di benessere, sicurezza e fiducia; molta voglia di parlare, muoversi e camminare. Sensazione di essere «giusti», aumento del desiderio sessuale. L’effetto è immediato e dura tra i quindici e i venti minuti.

RISCHI E DANNI
L’abuso provoca stress, intossicazione, vita disordinata, alimentazione scarsa e poco oculata: porta quindi a un danneggiamento consistente della salute mentale e fisica.
Si comincia spesso con cambiamenti di umore frequenti e repentini fino a insonnia, irritabilità, dimagrimento, bronchiti, danni al sistema circolatorio
(infarti), decadimento delle facoltà mentali, danni alla fertilità; si giunge a deliri, psicosi e seri danni al sistema nervoso centrale.
Le crisi depressive portano inoltre spesso ad associare altre sostanze come alcol o psicofarmaci, in un maldestro tentativo di automedicazione: si causano così ulteriori danni alla propria vita sociale.
L’uso prolungato per via nasale può provocare danni alla mucosa con possibilità di perforazione del setto. Socialmente chi assume cocaina è
spesso incapace di valutare correttamente le proprie capacità e i risultati delle proprie azioni: il comportamento diviene violento, viene azzerata
la capacità autocritica e si arriva all’isolamento e alla paranoia molto più spesso di quanto si creda.
L’overdose porta alla morte per paralisi respiratoria.

MECCANISMO D’AZIONE
La cocaina agisce sulla corteccia cerebrale e sui sistemi che nel nostro cervello regolano la memoria, l’appetito, i sentimenti e il sonno.
Chi la usa rischia di perdere nel giro di poco tempo il controllo di sé e del consumo della sostanza. Passato l’effetto, infatti, ci si sente spesso stanchi, privi di energie e depressi: si avverte quindi nuovamente l’esigenza di assumere la sostanza. Questa dipendenza psicologica si rafforza velocemente con l’aumento dei dosaggi e della frequenza di assunzione, fino ad arrivare a una dipendenza totale.

La cocaina provoca una sindrome globale di stimolazione, centrale e del sistema autonomo, che si manifesta con agitazione, loquacità, disinibizione, potenziamento dell’attività mentale, aumento dell’attività muscolare e diminuzione del senso di fatica; inoltre con segni e sintomi da ipertono simpatico, come aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, midriasi, lieve aumento della temperatura corporea.

La cocaina, in tutte le sue preparazioni, aumenta la concentrazione nella sinapsi di nor-adrenalina, serotonina e soprattutto dopamina, (attraverso l’inibizione del re-uptake pre-sinaptico) con conseguente iperstimolazione delle sinapsi dopaminergiche (La dopamina è un neurotrasmettitore presente nelle regioni del cervello che regolano il movimento, l’emozione, la motivazione e il piacere).

Gli effetti peraltro sono di intensità diversa per la sostanza sniffata o fumata rispetto alla somministrazione endovenosa, che produce un flush definito come ‘esplosivo’, spesso alla base dei comportamenti violenti, a volte immotivati, riportati dalle cronache. In caso di overdose il paziente presenterà un quadro clinico complesso. Si manifestano uno stato di eccitazione o ansioso, reazioni di panico, confusione mentale; aumentano sia la pressione arteriosa che la frequenza cardiaca; possono insorgere aritmie o angina; le pupille sono midriatiche; i muscoli induriti e dolenti.

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