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Yoga

Lo yoga è una tecnica del corpo, che utilizza l’impegno dei muscoli, delle articolazioni, e della funzione respiratoria, in modo da generare una sollecitazione graduale e fisiologica del sistema circolatorio attraverso il quale l’ossigeno, fornito da una corretta respirazione entra in contatto con ogni cellula della struttura corporea e in particolare con quella cerebrale. Per effetto di posture e statiche corporee nonché di esercizi respiratori mirati, si sollecita anche il sistema ghiandolare endocrino, il sistema neurovegetativo simpatico o quello parasimpatico. Tale pratica permette di utilizzare forti valenze simboliche attribuite all’attività corporea, al contesto, e alla fruizione dello spazio e del tempo, che favoriscono il riassetto di una funzionalità mentale disturbata.

Nel contesto della pratica

  • Le modificazioni indotte nel corpo e nella mente mediante le posizioni strutturano percezioni di sé in relazione alle coordinate spazio\temporali nel qui ed ora della pratica: testa a terra e piedi al cielo; in piedi con busto flesso in avanti o indietro; flessioni e torsioni da praticare sul lato destro e su quello sinistro in posizione supina, prona o in piedi… spostando l’attenzione da fuori a dentro sé veicolata dall’atto respiratorio.
  • In relazione alla natura, sollecitando le figure archetipe: la coppia terra (basso) e cielo (alto) del contesto ambientale che correlaziona la parte bassa del corpo:il grande vaso addominale, il luogo dei liquidi, delle emozioni e dell’impulsività, sorretto dalle gambe - alla parte alta: il grande vaso del torace, il luogo dell’aria, del cuore, degli affetti che si estende al cielo tramite le braccia. La coppia sole (destra) e luna (sinistra), che correlaziona la parte luminosa con quella in ombra, la chiarezza della luce, del giorno con l’oscurità del buio, della notte, la razionalità con il cuore. L’aspetto funzionante del processo di integrazione degli opposti si completa con la percezione del respiro: inspiro ed espiro, inspiro prendo ed espiro lascio; nel susseguirsi del ritmo soggettivo e nella circolarità continua tra soggetto e mondo cosmico. Solo dopo aver verificato l’affidabilità alla terra, alla madre terra, e all’abbandono ad essa: passività positiva, con conseguente percezione della forza di gravità, diventa possibile sperimentare lo spazio esterno, indotto dalle posizioni tra terra e cielo, superando la paura di perdersi in esso. Da cui il paziente può sperimentare lo slancio verso il padre cielo, il grande condottiero, che consente ampiezze di pensiero non più minacciose, nel limite dato dalla volta celeste.
  • Il rilassamento svolge un ruolo decisivo nell’assicurare l’equilibrio spontaneo tra tensione e assenza della tensione; esso avviene tramite un allentamento consapevole delle tensioni che operano a livello fisico e mentale. In genere il paziente assume una posizione orizzontale e supina, aderendo alla forza di gravità resta immobile, sì che il ritmo metabolico rallenta, la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca rallentano, l’attenzione (con la guida della conduttrice) viene portata verso i movimenti muscolari alla base della meccanica respiratoria ( respiro basso e diaframmatico che aiuta il soggetto ad abbassare l’attività del sistema nervoso), e in questo modo lo si porta al ritiro dell’attenzione dal mondo esterno per “stare con il respiro”; da cui sono possibili percorsi guidati di rilassamento con visualizzazioni. Oppure, se il soggetto non è in grado di utilizzare la risorsa del respiro, egli viene aiutato con una pratica più immediata di contrazione e decontrazione ritmica della muscolatura di tutto il corpo; affinché il primo passo del rilassamento, ossia l’allentamento della tensione fisica si compia.
  • Per passare, nella pratica non è così netta la demarcazione, all’ allentamento della tensione mentale , che consiste nel provare ad osservare il flusso dei pensieri, che non vengono interpretati, né giudicati ma lasciati “semplicemente” andare, fluire. Ciò offre al paziente un profondo sollievo psicofisico che permette uno stato di deconnessione dal ruminare mentale, dai fantasmi interni, dai ritmi frenetici che l’uso della cocaina induce, dai messaggi esterni o interni. Tale pratica va preceduta da esercizi di concentrazione su oggetti esterni: seduti e in posizione comoda si da non ostacolare il respiro che va lasciato fluido e regolare, si chiede al soggetto di fissare un oggetto e di mantenere la concentrazione senza farsi distrarre dai pensieri, per un dispositivo temporale di un minuto inizialmente. Solo successivamente, e allungando il tempo di concentrazione sull’oggetto, si rende accessibile lo spostamento di concentrazione senza oggetto esterno, per cui l’osservazione dell’espressione corporea e della mente che dice e che la si lascia scorrere.
  • La costituzione dello spazio di osservazione interno , mediante il quale si rende possibile “vedere” quanto accade sia nel corpo che nella mente, costituisce una svolta importante nel percorso dello yoga, e nel soggetto stesso. In genere, inizialmente il soggetto osserva il corpo a partire dalla mente, proponendo una dualità spesso conflittuale, da cui un eccesso di valorizzazione per l’uno a discapito dell’altra o viceversa. Con la pratica yoga il soggetto ristruttura uno schema corporeo che favorisce la ridistribuzione dell’energia e dell’importanza funzionale in tutta la sua fisicità corporea. Ciò significa che il soggetto evocherà e farà esperienza delle emozioni, dei sentimenti nonché dei pensieri che costantemente accompagnano la pratica, e che gli impongono, nel qui ed ora del fare dello yoga, risposte immediate di contenimento e superamento attraverso la tenuta della posizione, la respirazione, la concentrazione mentale sull’oggetto o meno; pena l’impraticabilità della pratica stessa. Il soggetto in questo modo sperimenta una distanza sana dal mondo emozionale e dal lavorio mentale: può osservare quanto accade nel corpo praticando e nella mente senza venirne travolto, e allo stesso tempo senza negarne l’espressività. Ed è mediante questa esperienza che il soggetto costituisce interiormente quel punto di osservazione che gli permetterà di essere nello yoga e stare nel qui ed ora della pratica, che ne conserva la memoria, e permette il consolidamento dell’atteggiamento.

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